ABRUZZO
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Novità

08.01.2018

FEDERICO VIOLANTE

La coerenza sopra ogni cosa

 

Vi presentiamo uno dei personaggi piu' controversi del podismo abruzzese (molti lo amano ed altri lo odiano). Una persona che ha apportato importanti innovazioni tecnologiche e che ha cercato sempre di dare regole equanime al Corrilabruzzo di qualche anno fa', ma la cui coerenza lo ha portato spesso a scontrarsi con molte persone.

Ripercorriamo con lui quel periodo difficile in cui la Uisp, il Corrilabruzzo e tutto il podismo abruzzese ha attraversato qualche anno fa' e che oggi sembra essere ancora di attualita'.

 

 

Innanzitutto qual’e’ stato lo sport che hai praticato maggiormente come atleta? A quali livelli? Come e quando sei poi arrivato a fare podismo?

Come tempo il calcio (ero un portiere) e il tennis, ma dove sono andato meglio è nel powerlifting, dove ho vinto un titolo italiano e ho eguagliato un primato italiano di categoria.

Da ragazzo facevo atletica a scuola, medie e liceo, per quel poco che si poteva, ero uno sprinter (100M) e un saltatore in alto. 

Mi sono avvicinato al running nel 2006 perchè inizio’ a correre mia moglie Clara, la sua prima gara fu a Palena appunto nel 2006. La mia prima gara fu l'anno dopo a San Valentino, una cosa molto rurale.

 

Prima di entrare nel direttivo del Corrilabruzzo e nel consiglio della UISP, eri gia’ un atleta di podismo, oppure le due cose sono coincise?

Non mi sono mai considerato un atleta di podismo, ho sempre annaspato in coda. All'inizio facevo le foto a mia moglie ed agli amici, e non mi interessava molto altro, anche se poi per stare in compagnia iniziai a correre.

Mi sono poi avvicinato ad un certo ambiente ad una gara ad Ari, quando a Francesco Di Crescenzo (che non conoscevo ancora), fecero cadere il display del cronometro che si ruppe, pochi minuti prima della partenza.

Io partecipavo alla gara come "atleta", ma andai a prendere degli attrezzi in macchina e glielo sistemai partendo in coda al gruppo (tanto non mi cambiava nulla).

Era un gesto che nessun podista considerato sano di mente avrebbe mai fatto a tre minuti dalla partenza, ma io non lo sapevo.

Ci conoscemmo allora, non ci diedi molto peso, ma ho capito dopo che la mia disponibilità non era passata inosservata.

In altre gare a cui partecipai, ebbi modo di conoscere meglio Francesco Di Crescenzo e Pietro Barbierato che erano quelli che mi aspettavano per staccarmi il tagliandino, e mi incuriosivano le categorie e le classifiche.

Vedevo che frequentemente c'erano casini e la gente già si macellava per questo.

Siccome all'epoca pochissimi erano in grado di fare le classifiche correttamente, e ce n'era bisogno, un po’ alla volta mi ci dedicai io.

 

Sei considerato colui che ha permesso di fare un salto di qualita’ al Circuito Corrilabruzzo, grazie all’introduzione di strumenti  tecnologici. Come e’ nata questa collaborazione?

In parte credo di aver gia’ risposto alla domanda ed in parte mi sono proposto io, nel senso che dissi che se potevo dare una mano lo avrei fatto. 

In realtà mi volle fortemente Guido Catenaro, che tutti considerano il mio peggior nemico, al quale riconosco di essere stato una persona capace ed intelligente (ha i suoi difetti ma la cosa non è rilevante in questo contesto).

Francesco De Crescenzo che guidava la UISP all'epoca ne fu ben contento perchè vedeva in me qualcuno in grado di innovare e risolvere problemi.

Guido mi propose di creare il sito della Stralanciano, all'epoca il web era un oggetto misterioso per molti, ma lui ci aveva visto. 

Insieme a Francesco mi proposero di diventare presidente provinciale e consigliere regionale UISP.

All'epoca c'era un sito Corrilabruzzo, gestito da Guerino Martella, ma veniva aggiornato ogni due, tre mesi e quasi con fastidio, non mi ricordo nemmeno se ci tenessero dei volantini.

Mi piaceva molto il sito di Atletica Guardiagrele che aveva uno stupendo calendario con le gare a cui si poteva andare, non ricordo se ci fossero dei volantini, ma era aggiornato continuamente e anche carino da vedere. Ancora non sapevo in che guai mi stavo cacciando ed accettai.

Il sito della Stralanciano divenne in un paio di mesi  quello che doveva essere il vero sito Corrilabruzzo, e molta gente si appassionò.

Dopo un altro paio di mesi mi appiopparono, con grande gioia di Guerino anche il sito del Corrilabruzzo che cominciò ad ospitare finalmente classifiche e video in tempo quasi reale.

Siccome sembravo poco impegnato mi mollarono anche da fare le classifiche del circuito. Per fortuna dopo poco tempo litigai con Guido perchè non gli piaceva quello che scrivevo ed almeno la gestione di un sito me la risparmiai.

Poi nel 2008 mi ruppi un crociato cadendo con la moto e Francesco ne approfittò per farmi prendere i voti da giudice, (a Castel Del Giudice, nomen omen) tanto per qualche mese non potevo correre.

Siccome le disgrazie non vengono mai da sole, il clima con Fidal era abbastanza rovente, la UISP doveva rinnovare gli incarichi e serviva qualcuno di polso, Francesco mi chiese di diventare presidente succedendo a lui che doveva passare ad altro incarico.

 

Che aria si respirava all’ interno del Corrilabruzzo, in quegli anni? Il clima era prevalentemente cordiale  e costruttivo o gia’ si intravedevano quelle spaccature che in seguito si sono manifestate?

Il clima era amichevole e propositivo, ma si vedevano sotto il tavolo attriti e lotte di potere, ormai sono convinto che sia un aspetto non eliminabile della natura umana. Io ero nuovo, e molte cose le ho capite solo dopo.

Per questo sorrido quando leggo che "sicuramente il prossimo anno si arriverà ad un circuito unico" (lo scrivono da anni). 

A mio avviso questo sarà possibile solo quando ci sarà al massimo uno solo che si sente più furbo degli altri. Adesso sono in troppi.

FEDERICO VIOLANTE Campione Italiano di Powerlifting

Quali erano le figure piu’ rappresentative e  attive in quel Circuito?

Sicuramente Francesco Di Crescenzo e Guido Catenaro. Io essendo stato cooptato da Guido ero guardato un po con sospetto, perchè molti ritenevano, e lui per primo, che sarei stato una sua pedina. 

Guido è una persona molto capace ed intelligente, ma si è sempre distinto per repentini e continui cambi di posizione (ricordo una Stralanciano con 5 volantini di enti diversi in un mese). 

Io forse sono meno capace ed intelligente di lui, ma ho la pretesa di voler rispettare la parola data e ci è capitato spesso di partire insieme per poi trovarci su posizioni opposte.

Questo alla fine ha rovinato i nostri rapporti, e per motivi simili si è verificata in seguito la rottura tra me e Francesco Di Crescenzo e me e la UISP.

Questo non fa di me un uomo migliore di altri, anche se la mia coerenza è stata riconosciuta ed apprezzata da più di qualcuno, e non sono mai stato la pedina di nessuno.

 

Qual’e’ la persona, di cui oggi nutri ancora stima? E quale  invece quella che preferisci  mantenere a distanza?

Ho ancora stima di Francesco che penso avrà imparato dai suoi errori, così come ho stima profonda di Vincenzo Micolucci e Pietro Barbierato.
Allo stesso tempo non è un mistero che mi tengo accuratamente lontano da Guido, Ervana, e dai gruppi dirigenti della UISP e delle società podistiche che hanno costituito il Corrilabruzzo Giò o come si chiama ora.

Con qualcuno di loro mi è capitato di parlare, per motivi strettamente tecnici di iscrizione alle gare e/o classifiche, ma tolto questo non ho nulla da dire loro nè ora nè in futuro.

L'indicazione di "gruppi dirigenti" non è casuale, l'atleta pensa a correre e non gli importa nulla del contorno, il gruppo dirigente è quello che si preoccupa di influenzare gli eventi a suo uso e consumo.

Ti invito ad osservare che "stima" è diverso da "amicizia". Con Francesco, (e Marcello Casasanta), sono stato legato da una profonda amicizia, che non dimentico e non rinnego, ma che non tornerà mai più quella di prima.

Loro sono cambiati, ma sono cambiato anch'io.

 

Cosa pensi della situazione attuale, riguardo i Circuiti?

Non ho niente da pensare, sono entrambi la caricatura, o se vuoi una imitazione "alla Crozza" di quello che c'era prima. Una pura operazione di marketing, la corsa non c'entra più nulla.

 

La situazione attuale, nel mondo podistico abruzzese, non e’ certo delle migliori. Le divisioni ed i litigi, sono all’ ordine del giorno. Secondo te, la degenerazione di questa situazione, può essere  imputata a qualcuno in particolare o a che cosa?

La responsabilità iniziale fu mia, di Francesco e Marcello Casasanta quando riuscimmo a coinvolgere Saucony. La fine cominciò da lì. Lo sponsor unico fece credere a tutti gli avventurieri che poi ci si sono fiondati che chissà quanti soldi ci fossero dietro, e non ce n'erano, Saucony ci dava solo del materiale tecnico.

Giusto o sbagliato che fosse, si sono scatenati da allora gli appetiti che hanno portato alla situazione attuale.

Gli obblighi con Saucony andavano a collidere con sponsor privati di Francesco (che noi non conoscevamo) e questo creò le premesse per la scissione che ci fu in seguito.

Della poche scelte che nella mia vita rifarei diversamente, quella è una.

 

Secondo te, per come sono oggi strutturati i vari Circuiti, quali sono le Societa’ sportive piu’ penalizzate, quelle Grandi o quelle Piccole? E chi di loro ne trae vantaggio?

Sono fatti su misura per le grandi (se ho capito bene si paga un contributo forfettario, e ci sono altri benefit per chi è più grande) a tutto svantaggio delle piccole. E' altrettanto chiaro che questo viene fatto per accentrare il potere (secondo loro) nelle mani di meno persone possibile.

Quando chi corre si rende conto di essere considerato solo una mucca da mungere il gioco finisce, e infatti sta finendo.

 

Pensi che  questi Circuiti esistono per aiutare realmente le Societa’ e gli organizzatori a crescere, oppure dietro ci sono solo ed esclusivamente interessi e fini puramente personali?

Il Corrilabruzzo in cui collaboravo io, quando era uno solo e direi fino al 2011, aveva proprio quel fine, aiutare gli organizzatori a crescere. 

Quello di adesso non lo so, ma a sentire voi sembra che ci siano solo interessi personali, anche evidenti direi. 

ANTONIO GASPARRO: ex Presidente UISP e grande amico di Federico Violante

Cosa si potrebbe fare per rimediare a questa situazione e creare qualcosa di piu’ equo e che realmente unisca tutti?

Penso niente. La crediblilità è sotto zero e non lo dico certo io. A questo punto il male minore potrebbe essere che ognuno si fa il circuito suo, senza alleanze innaturali e vinca il migliore.

La concorrenza fa bene e se non altro la gente potrebbe scegliere.

 

Secondo il tuo parere, in questi anni, quali sono state le figure (persone) positive di questi Circuiti? E chi invece ha creato solo situazioni negative?

Se mi devo sbilanciare indicherei come figure positive, a quei tempi e tra quelli che ho conosciuto, Vincenzo, Pietro e Francesco nell'ordine ed in parte Marcello Casasanta e Guido Catenaro nei momenti in cui non avevano la luna storta. Sul lato oscuro non mi far fare nomi che magari mi dimentico qualcuno e mi becco una querela, ma ci possono stare degnamente tutti gli altri che si sono infilati nella stanza dei bottoni facendo solo casini.

 

Quali sono stati gli episodi che ti hanno portato ad allontanarti da questi Circuiti?

La risposta precisa a questa domanda la trovi sul mio sito: (http://www.csenabruzzo.net/cs/index.php?option=com_content&view=article&id=1033)

Se vuoi una risposta più esaustiva puoi vedere sulla home il menu "notizie" e poi "per non dimenticare".

Sono cose che scrissi quando ancora seguivo questo ambiente, se dovessi rispondere adesso il ricordo sarebbe troppo sfumato.

 

Come e’ avvenuta  invece la tua uscita dalla UISP?

Diciamo che è andata che ho pestato molti piedi e molti interessi e ad un certo punto mi sono ritrovato Francesco che mi diceva delle cose ma dietro ne faceva altre facendo di tutto per mettermi in difficoltà.

La situazione è degenerata quando lui ha indetto un campionato regionale di maratona a Pescara con 15 giorni di preavviso.

La cosa competeva a me e non mi sarei mai sognato di fare una stronzata simile visto che una maratona si prepara in mesi. La maratona si poteva e si doveva fare, ma non aveva nessun senso farne un campionato regionale.

Poi mi tesero un agguato in una riunione accusandomi di avere rubato dei premi, cosa che non dimenticherò finchè campo. Ovviamente non era vero e lo sapevano tutti. Poi vai a vedere e noti che la storia quattro anni dopo si è ripetuta uguale con Francesco. Forse è un sistema collaudato.

Vista l'aria ero pronto a dare le dimissioni, ma mi telefonarono diverse società, tutte quelle che poi lasciarono la UISP, per chiedermi di non farlo.

Fidal intanto festeggiava la fine imminente di una spina nel fianco. Allora Francesco chiamò i consiglieri regionali chiedendo loro di dimettersi per potermi commissariare. Uno era lui stesso, uno era Guerino Martella, uno era Cesidio Pizzoferrato che si rifiutò, e l'ago della bilancia fu Antonio di Lallo che a me disse di restare ma poi si dimise dicendo di non avere capito niente (bella coerenza).

Guerino, consigliere dimissionario venne nominato commissario, un capolavoro di stile, e un mese dopo festeggiarono un accordo con Fidal contestato da tutti e rinnegato l'anno dopo.

Venni difeso dal mio presidente nazionale Antonio Gasparro, che poi fu buttato fuori allo stesso modo insieme ad altre persone in tutta italia che non erano disponibili a dare obbedienza cieca.

Per la UISP è stata una manovra triste, a parte me che sono un cretino, perse molte persone di valore in tutta italia.

Nel frattempo UISP voleva mettere un'altro al mio posto ma non poteva farlo per motivi di opportunità (se ce l'avesse messo in quel momento probabilmente sarebbe scoppiato un pandemonio) e ci misero una prestanome.

In quel contesto avvenne la scissione del Corrilabruzzo, in un Corrilabruzzo UISP e un Corrilabruzzo Saucony. 

Guido Catenaro che tornava da Fidal ed era in rotta con UISP rimase scioccato del fatto che non posi il veto a farlo rientrare nel direttivo del circuito Saucony nonostante ci detestassimo. 

E' evidente che di me non ha mai capito un piffero. E questa gente non ha capito che a differenza loro non ho mai considerato il circuito come una mia proprietà ma come un bene di tutti.

In realtà c'era da tempo un disegno, a cui io da presidente mi ero sempre opposto, di inglobare in UISP la gestione del Corrilabruzzo. La mia testa è caduta per questo.

E' vero che il direttivo era costituito in massima parte di giudici UISP, ma a detta di tutti noi era e doveva restare indipendente.

Io sono rimasto formalmente in UISP per un altro paio di anni come giudice nazionale tesserato per la UISP di Reggio Emilia, ma con la progressiva cacciata dei miei colleghi alla fine ho lasciato anch'io.

Cosa pensi del contrasto, dello scorso anno, tra la UISP e FRANCESCO DI CRESCENZO e del suo ritorno nel Corrilabruzzo, con cui lo stesso, in passato aveva avuto divergenze simili?

Potrei sintetizzare con le parole che ho detto a Francesco qualche mese fa, "mi dispiace che abbiano fatto a te quello che tu hai fatto a me, per quello che hai dato loro non te lo meritavi".

Circa il ritorno, non credo abbia fatto un affare e secondo me lo sa anche lui. Ha perso una grande occasione per riaffermarsi da solo. Quanto a credibilità avrebbe vinto a spasso. 

Non mi ha chiesto aiuto, nè io glielo ho offerto, ma se fosse successo probabilmente lo avrei aiutato, magari a distanza.

 

Pensi che  l’unione tra i due Circuiti possa essere considerata una cosa positiva? Oppure la creazione di un eventuale monopolio (con queste determinate caratteristiche), potrebbe solo peggiorare le cose sia per le  Societa’ Sportive che per gli organizzatori?

Assolutamente no. Il monopolio è sempre un errore. Ai tempi miei c'era un solo Corrilabruzzo perchè funzionava bene e nessuno aveva motivo di crearne un altro. 

Quando la Fidal (e Guido Catenaro) escogitò la Coppa Abruzzo non ci mettemmo a strillare. Andammo avanti per la nostra strada, a noi non cambiava nulla, poi come è finita si sa.

Il problema non è che siano in due, ma che nessuno dei due fa quello che faceva il vecchio Corrilabruzzo, e la cosa mi sembra evidente. 

Se uno andasse a confrontare i regolamenti di oggi con quelli di prima, si accorgerebbe che sono cambiati a svantaggio di chi partecipa. Più costi, più obblighi, meno servizi, meno premi.

 

Quali dei due circuiti abruzzesi, consideri il migliore? E quali sono i pro ed i contro di ognuno di essi?

Onestamente nessuno, non mi interessa dare pagelle, pensateci voi che li frequentate, io non lo faccio più da anni.

 

La tua uscita da questi Circuiti ed enti, sembra coincidere con l’inizio di questo sciagurato periodo del podismo abruzzese. Accetteresti di ritornare nel Corrilabruzzo, se venissi chiamato per poter rimettere ordine e regolamenti, in modo da riacquistare quella credibilita’ un po’ scemata, in questi ultimi anni?

Con le persone che hanno prodotto questo risultato sicuramente NO. Non servo io, non serve ordine, ma serietà ed onestà. 

Senza quelle persone penso che direi di NO lo stesso, in questo momento ho il piacere di impegnarmi in altre cose che mi divertono altrettanto e considero più importanti.

La UISP e il Corrilabruzzo dei tempi miei erano posti dove gli impegni si rispettavano, non si prometteva tutto a tutti, ed eravamo credibili perchè quando sbagliavamo chiedevamo scusa.

Ricordo di essermi andato a scusare in una trasmissione su Rete8 per un Vivicittà in cui ai ristori era mancata l'acqua, mi presi la colpa io senza dire nulla, anche se la sera prima avevo telefonato agli organizzatori raccomandando di metterne in abbondanza. 

MI presi una tirata di orecchie dai miei capi di allora che volevano che negassi l'evidenza, ma se lo avessi fatto avremmo fatto una figura di merda megagalattica uguale a quelle che facevano gli altri.

La differenza di credibilità è tutta qui, noi dicevamo verità scomode (ed io ero uno stronzo polemico), adesso vi sentite presi per il culo quando vi dicono che tutto è andato a meraviglia ma poi vedete foto e video che dimostrano il contrario.

Ripeto, non servo io, basta gente seria.

 

Com’è  nato invece il tuo rapporto con il CSEN?

E' nato per caso. Al momento della scissione dei circuiti il Corrilabruzzo Saucony aveva bisogno di un EPS che desse il suo patrocinio.

Non so come mai Marcello Casasanta  parlò con CSEN e propose il mio nome. Io ero molto disgustato e non volevo continuare ad impegnarmi in queste cose.

Andai a parlare controvoglia con il presidente regionale di CSEN Ugo Salines e rimasi conquistato dalla sua umanità.

Entrai cercando le parole per dire educatamente di no ma in una mezz'ora di discussione ne uscii arruolato, sollevato e rimotivato. Avevo scoperto un mondo nuovo.

Un anno dopo il direttivo del Corrilabruzzo Saucony si presentò in CSEN a chiedere la mia testa perchè testualmente "li ostacolavo" e minacciarono di portare via le loro società.

La risposta fu lapidaria, "Federico me lo avete presentato voi, io non lo conoscevo, sta lavorando bene, è serio, competente e onesto, a quanto mi state dicendo il problema siete voi e non lui".

Io questa storia l'ho saputa molto tempo dopo, CSEN scelse me, il circuito Corrilabruzzo Saucony passò a Libertas, per poi litigare anche lì e diventare ACSI.

Dicono che ognuno ha un prezzo, ma non lascerò mai CSEN per qualcun'altro.

 

Che differenze hai riscontrato tra il CSEN e la UISP?

Un abisso. 

UISP sembra una struttura a compartimenti stagni, militarizzata e gerarchica dove se metti un piede un millimetro fuori dalla riga rischi una fucilata.

CSEN è un ente polisportivo e non agonistico, dove sei libero di collaborare con chi vuoi ed entro certi limiti di fare quello che vuoi. 

CSEN costa un terzo di UISP perchè ha una struttura snella con poche bocche da sfamare. Tutto è a misura e a vantaggio del tesserato e della società. 

E' semplicemente così come dovrebbe essere un EPS. All'inizio ho avuto grossi problemi a convincermi che esistesse un ente che funzionava così.

Ci preoccupiamo della qualità e non dei numeri. Poi se vai a vedere, CSEN è l'ente con più tesserati in italia.

Non ci interessa fare un calendario pieno, ma vogliamo fare manifestazioni di eccellenza, in pratica è la filosofia del vecchio Corrilabruzzo.

Negli anni, almeno per quello che mi riguarda, ho selezionato "naturalmente" le società che seguono questa filosofia, e con le quali intrattengo rapporti leali ed intensi.

Per questo se mi chiedessero di tornare in un nuovo Corrilabruzzo onestamente non ne sento il bisogno e non ne vedo la necessità.

 

Secondo il tuo parere, in questi anni, quali sono state le figure (persone) positive nel mondo CSEN?

Primo tra tutti il mio capo Ugo Salines che reputo una delle migliori persone su questo pianeta, senza retorica.

Poi le colleghe Piera e Emanuela che si occupano di Danza e con le quali collaboro volentieri a manifestazioni che crescono anno dopo anno

Insieme a loro i referenti delle società di "atletica tra virgolette" che fanno capo a me, e che si sono specializzate nell'offrire esperienze e manifestazioni uniche nel loro genere.
Ti potrei citare Danilo e Raffaella di Let's Run che organizzano Yes We Run per i bambini e l'ecotrail/MajellaMotherMarathon a Bocca di Valle.

Lo staff del GAP Pratola, Enio, Cesidio e Stefano, con la loro mezza maratona dei tre comuni a settembre, la classica 13 km di fine maggio e la gara di scacchi di gennaio (sì, facciamo anche quello).

Angelo D'Ulisse e Peppe Ardente di Majella Sporting Team che oltre a correre, fanno pallavolo, attività di montagna e organizzano manifestazioni dedicate ai diversamente abili che mi riempiono il cuore.

Mimmo Spadano e Mario Fattore dei Podisti Frentani che organizzano piccoli gioielli di gare molto particolari, e soprattutto due eventi l'anno con i detenuti del nostro carcere.

Oppure Antonino e Gianmarco del Crampo che si sono inventati un gioiellino in notturna a Rocca San Giovanni (prima edizione con trecento persone).

Quelli che ho citato, e i loro staff per me sono come una famiglia. Questo se parliamo di "questi anni"

Siccome quando fai le cose bene la famiglia cresce, abbiamo delle new entry come i Runners San Valentino o dei "ritorni" come gli amici di Roccaraso che si stanno ritagliando il loro spazio con onore e fuori dai circuiti.

Più ovviamente tutti gli altri che per ora corrono ma non organizzano nulla, di cui sono contento lo stesso per la fiducia che ripongono in me.

 

Sappiamo che con il  CSEN, avete in cantiere diversi progetti interessanti, puoi accennarci qualcosa?

 Il primo è che NON vogliamo creare un circuito. Ce ne sono già abbastanza, e preferiamo dedicare il nostro tempo ad altre cose. Il mio va ad aiutare le nostre società a crescere, consolidarsi e realizzare i loro progetti.

 A parte gli scherzi c'è un progetto di Majella Sporting Team di una serie di escursioni in montagna con disabili motori in primavera ed estate, e se ci riusciamo lanceremo dei corsi da accompagnatori.

 Poi stiamo lavorando in collaborazione con la ASL di Bologna ad un progetto nazionale per incentivare la attività motoria di base e uno stile di vita sano nelle persone che fanno una vita sedentaria, con formazione ed iniziative itineranti.

 Il fine è molto importante, perchè il risultato atteso è una riduzione delle patologie metaboliche e cardiovascolari.

 Lo sport può avere anche una connotazione competitiva, la 100km del Passatore è una manifestazione CSEN, ma per noi "la gara" non è l'unica cosa che conta.

 

C'è qualcuno che vorresti salutare?

Sì, una persona, per me un caro amico, fotografo e runner di Roccaraso, Marcello Olivieri. 

E' morto a febbraio di quest'anno, a 84 anni, e mi manca tantissimo. 

Lo conobbi perchè voleva pubblicare le sue bellissime foto sul mio sito, e ne aveva tante. Mi cercò lui, in una gara a Castel Di Sangro, e scoprii una persona colta, sensibile e brillante. Ed era un agonista come te.

La nostra è stata una amicizia molto profonda, abbiamo corso insieme molte volte, delle tante persone che mi sono girate intorno nel mondo del running probabilmente è quella a cui ero più legato. 

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